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困 惑

Giorni fa (circa una settimana indietro rispetto a questo post) ho avuto il mio momento di illuminazione

Prima di scrivere qualunque cosa è bene fissare cosa sia un “momento di illuminazione” e per farlo mi servirò di un piccolo aneddoto cinese

“L’uomo con passo sicuro andava verso la sua meta…La notte buia e fragile gli faceva da scudo…La luna assente dal cielo dell’inconsapevolezza non illuminava il suo cammino e sicuro proseguiva verso la sua meta…Ad un tratto un lampo squarciò il cielo e con esso l’uomo vide la sua strada…Stava camminando sull’acqua, senza saperlo e lo stupore nel vedere cosa era riuscito a fare senza volerlo per raggiungere l’obiettivo, lo fece sprofondare nelle profondità del lago”

Un illuminazione non è sempre una cosa buona, a volte è meglio non sapere e la mia illuminazione consiste in questo che st per scrivere…

Immaginate di avere una giara…enorme…una giara che contiene le vostre azioni e i vostri pensieri. Ogni giorno quando andate a dormire ne estraete un pezzetto e vi appare come un pezzetto di puzzle con un immagine sopra, come ogni puzzle che si rispetti…Quel pezzetto che estraete ogni sera è il riassunto di ciò che avete fatto durante la giornata ed il puzzle della vita è grande…enorme…e cercare di capire dove va ogni pezzo è impossibile, così ogni giorno riguardiamo indietro, guardiamo i pezzi ai quali non abbiamo sapete dare uno spazio, quei pezzi che cercano ancora l’unione per darci un immagine, quei pezzi che accumuliamo e dei quali non capiamo il significato… Quando si cerca di fare un puzzle è stupefacente iniziarlo senza guardare l’immagine di copertina, perchè ci lascia immaginare, ci lascia sognare mille combinazioni di quello che potrebbe essere. I sogni sono proprio questo, pezzetti del nostro puzzle accumulati negli anni, alle quale abbia cercato di dare una forma ed un senso, un colore ed un sapore, immagine alle quali abbiamo legato un sentimento in attesa che arrivi alla fine di qualche giornata futura il pezzo che ci da conferma di quello che avevamo ipotizzato…Ma è difficile far coincidere quello che ci aspettiamo con quello che la realtà è… Ed è così che l’illuminazione, la cosa che ha distinto da sempre gli uomini di genio, quella che ha elevato l’uomo a padrone della terra, diventa qualcosa che non vorremmo avere… L’ultimo pezzetto di puzzle che finisce la figura dei pezzetti accumulati nel tempo è spesso proprio quello che non avremmo mai voluto estrarre, per continuare a lasciar scorrere la fantasia, per immaginare che finalmente qualcosa della nostra vita l’avevamo capita, anche se solo una piccola figura… E’ paradossale che qualcosa che dovrebbe concludere una costruzione mentale la distrugga invece, lasciando il vuoto al suo posto

E’ quindi meglio non sapere? E’ davvero necessario comprendere cose che potrebbero rovinarci l’esistenza? Non sarebbe meglio accantonare pezzetti su pezzetti per ingigantire il sogno, le aspettative e ritardare la realtà ?

No

La realtà fa sempre male, non c’è nulla  che non faccia male nella realtà e non c’è nulla che possiamo fare per cambiaretutto questo…l’unica speranza è accumulare altri pezzetti…per entrare a sognare su altre figure del nostro puzzle, per sognare di giorno e di notte perchè è vero che, come disse un filosofo

A chi sogna di notte, sfuggono cose che sono chiare a chi sogna anche di giorno

Perkè la vita in fondo è questo…aspettare che ci venga data un illusione alla quale aggrapparsi per non cadere nel nostro lago, continuare a camminare sull’acqua pur senza sapere della cosa straordinaria che stiamo facendo

Io non voglio vivere, non voglio illusioni, non più…Perkè sognare e tornare alla realtà è un cambiamento troppo brusco e che ho gia affrontato troppe volte per sostenerlo ancora e se per vivere è necessario sognare allora preferisco morire di realtà ed accettarne le poche cose belle…poche…pochissime…ma pur sempre vere

A tale from Deidara

l’arte è propriamente il creare qualcosa che riesca a manifestare stati d’animo o sentimenti in maniera spesso talmente efficace da risultare incomprensibile agli occhi di qualcuno

sembrerà impossibile ma un tale disse che l’esplosione è un arte, ed è effettivamente un passaggio che crea una situazione nuova…tutto sta a saperla usare

Bene, non è il momento di farci le seghe a vicenda (scusami Shilla per il linguaggio scurrile)

Avete mai pensato a qualcosa tipo :

- Quello lo farei saltare in aria

- potrei rapinare una banca se solo avessi dell’esplosivo

-potrei sentire un grosso BUUMM se solo avessi dell’esplosivo

- potrei far esplodere qualcosa se solo avessi l’esplosivo

-eh come sarei figo se sapessi fare un ordigno rudimentale estremamente pericoloso per me e chi mi sta intorno

-se solo avessi dell’esplosivo farei saltare in aria la redazione di “cioè”

-potrei far saltare in aria la turchia se solo avessi dell’esplosivo

Bene se pensate anche solo una di queste cose, oppure se siete bush, leggete ancora, se le pensate tutte siete dei potenziali ribaltatori di governo, se non ne pensate nessuna potreste continuare a leggere solo per vedere con quanti nomi femminili riuscirò a chiamare camillo/Samantha in questo post

Ok adesso inizia la parte semi-seria

Basilarmente un ordigno è creato da un detonatore ed un firestarter

Per iniziare è meglio qualcosa di classico e molto rudimentale e poco raffinato

Ingredienti:

- patatine e coca cola

- 3 scatole di Zeus (i mega raudoni rossi che i dementi sparano a capodanno)

- una contenitore di base rotonda o rettandolare di plastica dura, l’importante è che lo spessore delle pareti non siano troppo sottili perkè verra esercitata una forte pressione, ed è inoltre importante che non sia troppa ampia la superficie di appoggio

- nastro isolante nero/grigio da idraulico (karen non so se hanno anche la versiona rosa shocking sponsorizzata da paris hilton ma mi informerò)

- Un piccolo mortaio  con annesso pestello

- un tappo anche artigianale con resistenza idrofoba (in spiccioloni un qualcosa che tappi il contenitore ermeticamente, se vi sentite capaci potete utilizzare la pasta speciale che in elettronica si utilizza per unire i circuiti in silicio, ad alte temperature tappa bene

Questo è tutto quello che serve per l’ordigno

Adesso, dovrete smadonnare per tagliare la testa a tutti gli Zeus per cacciare la polvere da sparo, fatto ?

Bravi

pestate fino a levare tutti i grumi (gli zeus hanno una polvere da sparo che tende a fare grumi, e grumo = aria)

infilate tutto dentro il vostro contenitore e pestate fino a far diventare la superfice della polvere liscia come il culo di cindy lauper

Adesso stoppatevi  bisogna creare il detonatore e sarà più difficile, o almeno richiederà un po di capacità manuale (quindi melany se hai le unghie lunghe tagliale prima di proseguire)

Siete ricchi ?

Bene, buon per voi, in goni caso se avete disponibilità finanziaria comprate una decina di lampadine e rompetele, unite i fili di tungsteno (sono quelli ultrasottili) e saldatene le estremità con un saldatore da chip (sono quelli con la punta ad ago), otterrete così un piccolo filo di tungsteno che vi converrà maneggiare con delle pinzette, vanno bene anche quelle per le ciglia ma ahimè se non siete katrina, che sicuramente le terrà sempre con lei nella borsa di hello kitty, dovrete fregare quelle di vostra madre

Siete poveri?

Bene, allora perkè perdete tempo a costruire un ordigno ? andate a guadagnarvi un tozzo di pane

In ogni caso se siete poveri fregatevi un paio di accendini da qualche vostro amico (non da me perkè se mi fregate l’accendino verde vi saldo la zona pelvica ad un tram in corsa) e cercate di leare in un modo o nell’altro il pulsante del gas, sotto ci troverete una piccola molla, allungatela un po con le mani, ma non rendetela simile al filo (perkè non è tungsteno ed il principio di calore non verrà dal’incandescenza ma per via dell’impossibilità da parte della corrente che ci scorrerà attraverso di troare una “via di fuga” veloce alla chiusura del circuito, questo provoca il rallentamento degli elettroni e un accumulo di campo elettrico = accumulo di energia = resistenza diminuita = chiusura del circuito, la forma a molla fa da mini circuito oscillantee e se avete studiato l’elettromagnetismo sapete cosa significa)

questa parte del detonatore sarà il nostro firestarter, collegatelo ad un filo di rame da mini circuito ad entrambe le estremità e immergetelo un po nella polvere e poi rimettete il tutto in piano col pestello facendolo con un po di delicatezza per evitare di staccare il collegamento

fate uscire i fili fuori e chiudete col tappo e fate bollire il contenitore per 1-2 minuti, questo leverà un po d’aria dal contenitore, appena cacciate il contenitore dall’acqua applicate la pasta per circuiti ai bordi e dategli fuoco con l’accendino in modo che solidifichi e per maggiore sicurezza chiudete con il nastro isolante

adesso vi starete chiedendo perkè cavolo avete fatto bollire il contenitore e la risposta è PER CREARE SOTTOVUOTO

in spiccioloni per voi poveri pezzenti, avete mi pisciato in una bottiglia ? io si e poi l’ho chiusa per non far uscire la puzza di piscio, adesso non mi sono lasciato andare a confessioni di questo genere perkè sono un feticista (so che ti dispiace Marissa) ma per il semplice motivo che se pisci in una bottigli vedrete che si arriccia la plastica per via del calore e crea un po di “vuoto” nella bottiglia, ed il vuoto amplifica l’effetto di ordigni a pressione

Cmq spostando l’attenzione dal pisciare nelle bottiglie (che era diventanto l’argomento principale del post ormai) al nostro ordigno, adesso siete pronti avete solo bisogno di qualcosa che dia l’impulso

Solitamente se usate le molle dell’accendino come resistenza interna dovrete utilizzare un voltaggio da 3-7 volt per stare sicuri che tutto vada bene, collegate polo positivo e negativo e l’ordigno esploderà (esploderà immediatamente, quindi fatelo ad una accurata distanza)

Se invece siete del club (il tungsteno è nostro amico) potrete utilizzare anche un timer :D

Semplicemente al tungsteno serve un voltaggio un po del cazzo senza gas intorno e quindi va bene anche un piccolo voltaggio come 1-2 volt

Prendete una sveglia ed apritela, vicino al microfonino che fa fuoriuscire la litania che ogni mattina vi risveglia da quello status di semi-morte che voi chiamate dormire c’è un filo che porta la corrente al microfonino quando le lancette si incrociano sul punto da voi stabilito (di cazzo la sapete usare un sveglia), bhe saldate i poli a quelli del microfonino, in modo che quando arriverà l’ora la corrente si diramerà e chiuderà il circuito sul vostro ordigno invece che sul microfono

bene, questo è quanto

adesso la legge italiana mi impone di scrivere che questo è materiale solo a scopo informativo e cazzi e mazzi

se non vi è chiaro qualcosa siete dei dementi perkè l’ho spiegato in maniera fin troppo elementare e mi verrebbe voglia di mandarvi una cosa del genere a casa per curare l’inettitudine che proiettate su questo antro di buio che chiamiamo terra

sono nervoso si…ma sono le 7 e non ho ancora dormito…eh si è giunto “quel periodo del mese” (no nancy, non le mestruazioni, i maschietti non le hanno)

Sono davvero fiero di me, ho fatto un post da vero e proprio giovanni mucciaccia (per chi non lo conosce è l’idiota di art attack che insegna a fare le cartoline con la pastina e le perline)

Divertitevi e ricordatevi che i messia auto-proclamati conducono i loro adepti alla morte

Greetings to your father, your mather and your little hot sister

Eden~

Feel the warmth ?

Fresh

ruota tutto intorno a questo

Iniziamo dal principio: Fresh è il classico termine che incarna il concetto di relativismo delle parole, ovvero le parole hanno il significato che noi gli diamo, ma vanno usate in ogni caso con cura e scrupolosità onde evitare fraintendimenti…In ogni caso tanti anni fa (così tanti che non ne ho memoria…o meglio da quando ho memoria di me ho memoria del mio “fresh”) decisi di dare un significato a questa parola che mi avrebbe cambiato la vita, decisi che fresh significava : una piccola cosa mista di pateticità e grezzaggine che però ti migliora la giornata… e no, non sto parlando del tuo minuscolo pene, oh tu che leggi, nè del tuo seno ancora poco florido (se camillo/gabriela dovesse leggere), ma qualcosa che non avevi programmato nella tua giornata e che ti capita di sentire/vedere

ma passiamo agli esempi pratici:

ad esempio girando per internet potreste imbattervi in cose tipo questa

oppure  cercando una canzone su youtube (so che volevate andare su youporn ma vi siete sbagliati) potreste imbattervi in qualcosa del genere

http://youtube.com/watch?v=XH3vvXi8k8M

bene questi sono esempi in spiccioloni per saper riconoscere un qualcosa di fresh e goderselo fino in fondo ?

It doesn’t really matter !

Decido anche io di fare una lista delle cose che mi piacciono e di quelle che non mi piacciono, sulla cresta dell’ onda della mia amica priscilla (P.S. non preoccuparti, non sei più una ragazzetta stai diventando grande e presto ti spunteranno i primi peletti e il tuo seno diventerà florido come quello di pamela anderson per poi afflosciarsi come una coppia di prugne secche verso i 30anni, ma auguri cmq per la tua iniziata pubertà cara Sarah)

Ciò che amo:

le stelle

i fiori

le coppie che stanno bene insieme

berry white

il prog (sempre sia lodato)

il freddo che ghiaccia anche la grappa bocchino

il verde

le cose verdi

gli acidi

gli acidi verdi

scrubs

la mia chitarra

il mio high wizard

chiamare camillo con nomi femminili da quando ha visto un film di moccia (ma dico io…c’era proprio bisogno di dirmelo?)

fumare

viaggiare

avere l’animo tormentato come se stessi giocando a strip poker con solo una coppia di 2 (entrambi di picche) in mano

steve vai

la gente che mi fa cambiare idea su qualcosa

la gente che crede che mi farà cambiare idea su qualcosa

la gente che non mi fa cambiare idea su qualcosa

i gatti (rettifico solo le gatte)

Bleach

Aizen

ghunter

Gli armeni (perkè sterminati dai turchi e se nella vita vuoi essere un grande devi pensare come un turco per poi fare tutto il contrario

Le cose che odio

i turchi

le cose turche

quelli che hanno a che fare con i turchi

quelli che hanno a che fare con cose turche

le ragazze che si truccano troppo

le ragazze che si turcano troppo !

i film di moccia (perkè….dimmi perkè sei andato a guardarlo mary jane, dimmelo….ti prego)

raoul bova

le sigle al telefonino inutili tipo i tivvittittibbì (da non confondere con quelle utili tipo cmq, o xso…nulla di personale ma se volessi sentiri dire che qualcuno mi vuole bene in questo modo preferirei sposare vladimir, l’addetto ai decodificatori mors dell’U.R.S.S. )

gli ultimi album dei rolling stone

domenica in

la tizia che conduce domenica in ( non il trans vecchio che faceva i film con jerry calà, ma quella strana tipa che prima di andare in scena viene truccata sul volto con un rullo da muratore con la tonalità di bianco “purezza candida paradisiaca”, bhe insomma è troppo felice per i miei gusti)

lele mora (perkè assomiglia a michele iorio)

michele iorio (perkè assomiglia a lele mora)

carla bruni e zarcosì (so che non si scrive così ma avete capito…speravo solo che dopo i 9 mesi di tutti i cazzi e mazzi su albano e quella tipa la che faceva facce strane e tutti prendevano per il culo, non ci fosse un altra coppia che desse modo a tutti i giornalisti italiani di romperci le padelle tutti i giorni a qualunque ora, ahimè questi due tipi hanno infranto il mio sogno)

i sogni

le vecchiette che non profumano di kinder delice (rarissime ma purtroppo ci sono)

I cetriolini nel big mac (è ufficiale, fanno schifo a tutti ma loro non li levano)

le coperte di troppe colori

le risate finte che di solito inseriscono nelle sit-com ( non ho mai capito a che servono…dovrei ridere io non altri tipi che nemmeno posso vedere)

aldo biscardi (dicono che sua madre fosse turca per 1/4)

walter (detto così può essere un nome appiccicato così a cazzo ma ho le mie ragioni)

marco c. (perkè per quanto possa la mia fervida immaginazione creare un essere riluttante schifoso e merderalifoso, termine coniato da me, lui riuscirà sempre a battermi, senza ombra di dubbio nella top 3 delle persone + di merda che io abbia mai incrociato nella mia celestiale strada)

le cose che cigolano

quelli che dicono kawaii

le luci troppo forti

le luci troppo gialle

le luci poco blu

le situazioni precarie

mentire (anche se sono un asso)

quelli che quando parli non ti ascoltano, o peggio, che quando parli ti ascoltano ma non provano nemmeno a darti retta

le corbusier

i presuntuosi/altezzosi

quelli che dicono amore e non sanno nemmeno dove sta di casa

il todd

J.D. / il dottor dorian (ma come cavolo puoi lasciare una come elliot?)

Una mamma per amica (la mamma e la figlia si portano 5 anni di differenza credo)

la nonna di ivan (es el diablo)

i libri che descrivono troppe cose

rita levi montalcini

i turchi

i turchi

i turchi ed ogni popolazione che abbia intrattenuto un rapporto non guerrafondaio con loro

greetings Eden

The chest

Mentre scrivo penso a quanti di voi, leggendo, non capiranno

Non per mancanza di intelletto o di concentrazione ma semplicemente perchè la vita è fatta di esperienze, che ti formano, che ti distruggono, che ti stupiscono e che ti smontano le certezze… E per quanto ci sforziamo queste esperienze hanno sempre sfumature tanto varie da apparire diverse di persona in persona

Penso a quelli che pensano che il mondo sia un luogo corrotto… Splendido luogo comune, peccato che ci si scordi sempre di dire che il mondo è quello che noi ci creiamo intorno, non esiste IL mondo, ne esiste uno per ogni persona e se si ci accorge che c’è qualcosa che non va è perkè abbiamo fallito nel costruirci il nostro mondo

Penso ai falsi dei che ci circondano, penso a chi prova sentimenti attraverso gli occhi ed a chi fa finta di non provarne per rendere la propria intimità impermeabile, per proteggersi, per non sentire dolore… Ma non è così che si risolve il problema… E’ come rinchiudere una personalità in un baule… Un baule che non ha capienza infinita e che dopo un po tende a scricchiolare…a fare rumore…perkè non tutto può essere rinchiuso e la memoria pretende sempre il suo tributo

Ultimamente ho pensato molto a quello che voglio nel futuro, a come deve evolvere il mio “piccolo mondo” e la svolta è nel non essere solo

Condividere con qualcuno piaceri e dolori, aprire il mio baule per qualcuno di speciale ed aprire il suo per condividerne le esperienze, per formare un unica entità

Ma intorno c’è il vuoto più assoluto e freddo

“Pain is inevitable, suffering is optional”

Planning

nella vita la cosa importante non è che tutto vada bene… Gia soprattutto perkè per quanto tutti lo desiderino davvero non ci sarà mai una situazione che noi riteniamo “perfetta” e impossibile da migliorare

L’importante nella vita è avere progetti

Avere progetti è l’espressione che “i grandi” utilizzano per sostituire il “giocare” dei bambini

Avere progetti significa avere uno scopo per cui vivere,  qualcosa per cui vale la pena stringere i denti e andare avanti, qualcosa di indispensabile come il gioco dei bambini

Il problema, grosso, è che in questo gioco da grandi non c’è la stessa spontaneità dei bimbi, non c’è il loro candore, non c’è l’innocenza, non c’è il rispetto reciproco e non esistono genitori che ti dicono che “stai osando troppo”, questo perkè i grandi sentono di non avere bisogno di genitori, sentono di essere abbastanza maturi da tradire le aspettative di qualcuno a loro caro, di non rispettare i patti semplicemente perkè sono abbastanza adulti…

Stavolta no, non complicherò le cose come fanno i grandi, perkè vivere è gia molto complicato per tutti quelli che sanno cosa vuol dire la parola vita e la sua tetra immagine specchiata…

Tutto quello che voglio è essere felice e rendere felice qualcun altro… la vera domanda è: questo desiderio, vale tanto da rischiare tutto quello costruito fino ad ora con qualcuno a te caro ? e se si rivelasse un delusione? come reagire?

commentate

rock on, roll on \m/

Be…back

domani tornerò alla base operativa

rivedrò qualche parente

rivedrò qualche amico

ma il pensiero va sempre a chi non potrò rivedere

Prendi questa vita

Il dolore non è così tanto, fa più male il coltello

Pretendendo che l’immagine sia perfetta mi recido fino ad addormentarmi

Chiudo gli occhi per un secondo, ed incontro una anima fragile

Urlo, per nascondere la mia solitudine, ma l’eco chiama il mio nome

Se potessi….

Se mai potessi….

Fammi comprendere comunque i pensieri…

Fammi vedere….

Fammi essere….

Fammi capire la tua mente deforme

Prendi questa vita, sono qui per questo

Aspetta e respirami

La pioggia cade e spera di colpirmi
Cosa succede adesso? Non ha piovuto per giorni
Non c`è tempo per giocare a nascondino
Ti chiamo affinchè tu mi prenda
Riducimi in pezzi
Ricostruiscimi, ma questa volta fallo correttamente
Mentre lotto per riempire il guscio vuoto
Spreco tutte le mie forze
Alla fine nulla ha significato

Come Clarity

Copertina come clarity

Dipendenza

Spesso, questa parola viene utilizzata per definire l’incapacità da parte di un inividuo di rinunciare ad un qualche tipo di sostanza che lo faccia sentire in uno status migliore

Esistono però vari tipi di dipendenza, ritenuti dalla maggior parte delle persone meno gravi rispetto alla dipendenza dala droga, ma non per questo motivo, meno trascurabili. Non voglio puntare il dito contro nessuno, non voglio fare moralismi o cazzate varie perkè non sono la persona adatta, ma voglio solo cercare di risalire ad una definizione coerente del termine “dipendenza” alla quale uniformare tutti i nostri piccoli o grandi dolori, che magari riteniamo normali o caratteristici della nostra età, ma che in realtà non sono altro che delle dipendenze e come tali vanno debellate

Iniziamo col porre 4 assoluti:

- tutte le dipendenzei forniscono una sensazione di benessere iniziale con alti e bassi di dolore e gioia

- tutto ciò che provoca dipendenza fa male

- tutto ciò che ci fa male ci fa sentire in una situazione di disagio

- tutto ciò che ci fa sentire in una situazione di disagio va eliminato prima che la dipendenza degeneri in uno stato di non ritorno

Ok detto questo, focalizzate la vostra attenzione sul punto 1) :

Individuate cosa nella vostra vita provoca in voi forti emozioni ed allo stesso modo forti dolori. Questo è il punto più importante e difficile da focalizzare, infatti mentre la nostra mente tende a immagazzinare tutti i ricordi belli delle “dipendenze”, cerca di evitare tutti quelli brutti (che guarda caso sono sempre in maggior numero), con ripercussioni inaspettate sul nostro carattere, come sbalzi d’umore, crisi d’identità, cazzi e mazzi…Quindi, in generale per capire se siete sotto l’effetto di una dipendenza, potete cercare di ricordare le gioie più grandi della vostra vita ed un momento bruttissimo nel quale siete stati male (individuato il primo, gli altri verranno da se)…Adesso cercate una persona, una sostanza oppure un oggetto che sia riconucibile ad entrambi i momenti…Il mio consiglio è  quello di non andare troppo inditro con la memoria, se è una dipendenza è più probabile che sia una persona un oggetto o una sostanza (o anche semplicemente un pensiero) che rientra nel vostro quotidiano (poichè non potete farne a meno)

Passiamo al punto 2)

Il brutto della dipendenza è che ci fa spesso credere che il suo apporto di “bene” sia infinitamente maggiore al suo apporto di “male”, e se non si mettono in discussione parecchie cose si rischia di non uscirne mai. Una dipendenza fa male nel momento in cui ci manca, oppure nel momento in cui riceviamo una forte delusione da essa, o ancora, quando non riusciamo a comprenderla a pieno. Oltre al dolore “normale” dovuto alla “mancanza”, “lontananza” o “delusione”, il malessere si riflette sull’intergo ego, condizionando le nostre emozioni e minando il rapporto che abbiamo con altre persone, in modo da spostare l’attenzione della nostra mente su una differente radice di tutti i mali (hi, The root of all evil?) e quindi salvaguardare l’integrità della nostra dipendenza.

Punto 3)

Riflettendo la sua ombra (uber questa figura retorica), sull’intera personalità, ci sentiamo spiazzati, confusi, incapaci di reagire ad un qualcosa che non riusciamo ad identificare con nulla….arrivando quasi a sospettare una possibile pazzia

Il punto 4) non ha bisogno di commenti, se siete riusciti ad individuare la/le vostre dipendenze attraverso gli altri punti non dovreste avere problemi a voler eliminare la/le vostre dipendenze, in caso contrario, siete in uno stato avanzato e degenerato che vi farà rendere conto della vostra dipendenza solo tra mooooooooooolto tempo con il dolore più  grande della vostra vita forse :)

AH ovviamente esiste anche la dipendenza da azioni, oppure da standard autoimposte tipo:

A Mario piace tutto ciò che  è  rosso, convinto di questo mangia tutto ciò che è rosso, mangia una fragola e gli paice, mangia un pomodoro e gli piace….fino a quando ultra convinto che le cose rosse sono le uniche cose che possono soddisfarlo troverà qualcosa di “guasto”, che gli farà cambiare opinione o lo deluderà a morte….

Farewell~ eliminate le vostre dipendenze prima che loro eliminino il vero voi

Srsly yours Ytse~

Mi sta capitando, sempre più spesso, di non provare nulla…

Rabbia, gioa, amore, noia….nulla….è bello

Gli inconvenienti sono un alta instabilità, sbalzi d’umore dall’ultrafelice, all’ultratriste e menate di sto genere

Mi capita di rispondere in modo freddo agli sms, pur non volendo essere freddo, utilizzo monosillabi o parole singole e questo crea disagio nell’altra persona che non capisce cosa voglio comunicargli…

Nulla…io non ho proprio nulla da dire a nessuno, nulla da trasmettere, nulla sul quale ragionare…nulla di nulla…

E mi piace, sento di essere così inoffensivo da farmi tenerezza da solo :)

Sarà il the verde ma è davvero una bella sensazione

Ah giusto per chi se lo sta chiedendo, sto continuando ad assumere solo quello e caffè :/ magari sarà questo che mi sta trasformando….speriamo bene….

In ogni caso ogni giorno mi arrivano copiosi, suggerimenti e opinioni su quello che sto facendo dai miei fan più sfrenati, daniele mi ha appena consigliato di costruire un mini giardino zen da coltivare on curaper alimentare la mia pace interiore, e credo che seguirò il suo consiglio :)

Mi ha anche detto di aggiungere alla mia alimentazione della frutta, giusto per avere un apporto minimo di proteine e carboidrati, pare che il cervello smetta di funzionare senza queste due cose…

Self proclaimed messiah, leading them servant to the death….immoled in the name of god

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